domenica 30 novembre 2014

NudeCrud, la piadina del Borgo di Rimini

NudeCrud è la piadineria del Borgo San Giuliano a Rimini. Appena oltrepassato il Ponte di Tiberio, infatti, troverete questo grazioso localino, aperto dall'orario dall'orario delle colazioni fino a tarda serata.

La formula è semplice: piadine e piatti semplici della tradizione romagnola, tutti con prodotti a chilometro zero, o come dicono loro, a chilometro vero. Ed è così che si possono degustare eccellenze locali, come il prosciutto di Carpegna o lo squacquerone di San Patrignano.

Io ho scelto il Pidburger: un hamburger fatto con la pida (come si dice in romagnolo). Carne chianina, guanciale di mora romagnola e crema di squacquerone con un bel Chinotto. Il piatto era abbondante e gli ingredienti davvero gustosi, ma la piada era un po'secca per i miei gusti.

Essendo una bella giornata, ho mangiato nei tavolinetti fuori dal locali e non ho visto gli interni, ma niente sembrava lasciato al caso: arredi semplici ma colorati e alla moda. Per ogni sedia, una copertina di pile da mettere sulle ginocchia nelle serate invernali.

Il locale infatti è giusto anche per aperitivi e spuntini notturni, rimanendo aperto fino all'una di notte. Prezzi nella media. Un buon posto per un pranzo veloce se state visitando il bel borgo dipinto di Rimini.

venerdì 28 novembre 2014

Asiago e la Grande Guerra

Quest'anno si celebra il centenario della Prima Guerra Mondiale, un "conflitto moderno", come viene definito nei libri di scuola, al quale l'Italia partecipò dal 1915 e, diciamocelo, non fece proprio una bella figura di coerenza diplomatica.

E'stata una guerra di trincea e vi avevo già raccontato della mia passeggiata tra le linee di battaglia del Monte Grappa e delle suggestioni che evocavano. Quest'anno sono capitata davvero per caso ad Asiago, in provincia di Vicenza.

Ancora per caso mi sono girata verso il Sacrario Militare e ho visto che vi si stava svolgendo una cerimonia ufficiale. Ancora per caso ho ascoltato le parole di un soldato che ha combattuto in quelle terre, ma...andiamo con ordine.

Asiago è la capitale dell'altopiano dei Sette Comuni, dal quale prende il nome la battaglia del 1916, degli Altipiani appunto, che portò alla distruzione completa della città e a una perdita inimmaginabile di uomini sia sul fronte italiano, sia su quello austroungarico.

Strafexpedition, la chiamavano i tedeschi. Spedizione punitiva contro gli italiani, entrati in guerra contro i suoi alleati di sempre. Ancora oggi è possibile rendersi conto delle condizioni di (non) vita di questi giovani, a volte giovanissimi, soldati, visitando i luoghi delle battaglie.

Gli itinerari della Grande Guerra nella zona sono diversi e sono visitabili diversi cimiteri, sacrari e forti. A me era venuta voglia di fare una passeggiata sull'inespugnabile Monte Ortigara, ma la giornata di pioggia e il poco tempo a disposizione non lo ha permesso.

Ci siamo invece soffermati sul Sacrario Militare, che troneggia sulla cittadina e sembra vegliare su di lei. Come quello del Monte Grappa, ha un'architettura tipicamente fascista e gli anni di costruzione sono stati di fatti gli anni Trenta. E'anche una tappa del Sentiero della Pace, che collega lo Stelvio alla Marmolada.

Al di là della lunga lista di nomi e di "milite ignoto", le due salette museali riescono a ricostruire un quadro storico più completo sul periodo storico. Questa volta abbiamo avuto la fortuna che ci fosse una visita guidata, in occasione di questa cerimonia che ha previsto una messa all'interno del sito e una parata ufficiale.

Ci siamo messi ad ascoltare la guida, dopo aver osservato qualche lascito di ex militari e fotografie d'epoca: telefoni da campo e macchine fotografiche si alternavano a elmetti malmessi e a armi nelle semplici teche.

La guida, scusandosi per il poco tempo a disposizione (il Sacrario ha orari di apertura abbastanza rigidi), ha voluto far leggere a uno dei presenti una lettera, scritta da un soldato, che il giorno dopo sarebbe sceso in trincea. I poveri fogli sono stati rinvenuti molti anni dopo e il nome del ragazzo è tra quelli dei dispersi della Grande Guerra.

La ragazza ci ha tenuto a sottolineare quanto fosse prezioso un contributo del genere: oltre all'impossibilità oggettiva di reperire carta e penna, la maggior parte dei militari di allora non sapeva né scrivere né leggere.

Inutile dire che la commozione era palpabile quando le semplice parole scritte da un giovane ai genitori sono risuonate nell'aria. Cosa diceva? Quello di cui si parlerebbe tutti, sapendo di rischiare la propria vita il giorno dopo. Si scrive di amore, si scrive con un coraggio che forse non abbiamo ma vogliamo trasmettere ai nostri cari, si scrive di quello che si vorrebbe che la famiglia facesse in futuro.

Una sorta di testamento, in cui lasciava i suoi pochi averi ai fratellini, che aveva il rimpianto di non conoscere bene, partito troppo presto per questa Grande Guerra, che era orgoglioso di combattere. La Patria è una parola vuota però di fronte alla Vita.

Siamo usciti dal Sacrario riflettendoci.


Foto di F. Bartolini

mercoledì 26 novembre 2014

Il presepe animato nelle grotte di Santarcangelo

L'8 dicembre verrà inaugurato a Santarcangelo di Romagna l'annuale presepe animato allestito nelle grotte tufacee della città, dalle origini misteriose. Si pensa infatti che fossero state scavate nel Monte Giove per la celebrazione di riti pagani, ma non si è certi di questa ipotesi.


Vero è che sono stati molto utili durante l'ultima Guerra Mondiale e che oggi conservano un fascino particolare. Si organizzano tour appositi per visitarle e quindi quella dei presepi è un'occasione anche per visitare questi antri così suggestivi.

Lo scorso anno, i presepi allestiti dall'artista Davide Santandrea erano due: uno nelle grotte pubbliche e l'altro in quelle private della famiglia Teodorani. Io ho visitato solo il primo e una volta oltrepassata la pesante tenda rossa, ho subito capito cosa mi avrebbe rapito.

Lungo i 200 metri di cunicoli, sono state allestite diverse nicchie con scene di vita quotidiana e vedere le statuette animate impegnate in lavori comuni è divertente per i bambini. Gli adulti si godranno invece la bella ambientazione: ecco cosa mi ha rapito.

I cunicoli stretti e tortuosi, la penombra, il freddo rigido mi ha fatto apprezzare l'atmosfera di pace di questi posti tanto oscuri, che svelano l'anima della cittadina romagnola.

Di solito sono visitabili fino ai primi giorni di febbraio e il biglietto intero di ingresso costa 3€. Il giorno in cui le ho visitate, ho avuto la sfortuna di beccarci una gita organizzata: non vi dico gli urli e gli strilli che coprivano le musiche di Natale! Beh, se avvistate un ombrellino alzate, fate una passeggiata per Santarcangelo e tornate alle grotte in un secondo momento.

venerdì 21 novembre 2014

I Giardini di Natale ad Asiago

Anche Asiago, la bella cittadina in provincia di Vicenza, regina dell'omonimo altopiano, ha il suo mercatino di Natale, proprio nel giardinetto della centralissima Piazza Carli. La posizione è ottima, perchè dà modo di visitare anche il vicinissimo Duomo di San Matteo e di fotografare il Municipio, che si trova proprio di fronte all'altro edificio.

L'atmosfera è quella mitteleuropea delle città austriache e basterà guardarvi intorno: cupole a cipolla, palazzi colorati, tetti a punta e viali ordinati. Proprio dal corso principale, pieno di negozietti che vendono la tipica Torta Ortigara, si accede ai Giardini di Natale, che già dall'8 di novembre rimangono aperti nei giorni festivi, tutto il giorno, con una pausa pranzo, dalle 12.30 alle 15.

Foto di F. Bartolini
Da dicembre fino al 6 gennaio invece l'apertura sarà continuata dalle 10.30 alle 19 e dal 20 dicembre si svolgerà in tutti i giorni della settimana. Vi anticipo che i banchetti, anzi le casette di legno, disposte attorno alla fontana del fauno che cavalca un capriolo, non sono tantissime, ma le merci esposte sono tutte di ottima qualità. Una curiosità: l'insolita statua celebra il magico protettore di campi e greggi.

Io ho fatto spesa di formaggi di malga e del famosissimo Asiago, spendendo una cifra più che onesta da una venditrice del posto, ma anche i carillon in legno che rappresentavano diverse città italiane e i cosmetici di lavanda artigianali sarebbero stati dei perfetti regali di Natale.


Troverete poi ricami pregiati, oggetti di arredamento in legno e in vetro e ovviamente, addobbi natalizi di ogni tipo. Palline, presepi, ghirlande e un Babbo Natale ad altezza (quasi) naturale: troverete di sicuro quello che fa per voi. Il gusto è quello di montagna e sembra di essere già in Alto Adige, (ed in effetti non manca la Tirol Haus, che vende articoli dal sapore altoatesino) ma l'occhio è rivolto sempre alla tradizione locale.

Panifici e bar di Asiago si occupano della ristorazione con i classici gulasch e vin brulè, mentre le altre casette sono occupate da artigiani del posto: dalle pantofole in lana cotta ai prodotti artistici in feltro. Di sicuro in ogni esposizione, ci sarà qualcosa che colpirà la vostra attenzione ed è il pregio più grosso di questi mercatini.

Se fate un giro in Trentino, vedrete che molto spesso le merci esposte si equivalgono, mentre ad Asiago si mantiene una tipicità locale, completata dai negozietti di artigianato in legno del centro storico: vi sfido a non rimanere incantati ad ogni vetrina.

giovedì 20 novembre 2014

La Bocchetta, soggiorno d'amore in Veneto

La Bocchetta si trova a Conco, lungo la stradina tortuosa che da Bassano del Grappa arriva ad Asiago e la sua costruzione da castello delle fiabe appare all'improvviso dopo aver superato casette ordinate e boschi. L'edificio è enorme, rosa ed assomiglia davvero a un maniero Disney, però in stile altoatesino.

Me lo aveva consigliato un'amica ed io che sono un po'refrattaria al romanticismo, temevo una crisi iperglicemica in quel tripudio di cuori e cervi in amore, ma invece mi sono divertita un sacco e vi spiegherò perchè.

Innanzitutto alla Bocchetta non si dorme e basta, è anche ristorante e centro benessere. Nei dintorni si possono anche fare belle passeggiate nel giardino pieno di cuori fatti con i sassi e nei boschi vicini, ma la pioggia non ce lo ha permesso. Non è lontano dai complessi sciistici e dispone di una palestrina, Ha poi anche un negozietto di souvenir, lo Chalet dei Doni, nel quale ho comprato una tovaglietta da colazione con cervi e cuori: ormai ero contagiata!

Avevo prenotato il Pacchetto Giornata d'Amore, che prevedeva il pernottamento in suite, prima colazione a buffet, cena con prodotti tipici alla carta e accesso al centro benessere, oltre ad un idromassaggio e a una sauna con uso esclusivo. I prezzi delle diverse offerte non sono per niente elevati. Visto che era un regalo, la direzione mi ha inviato per e-mail un voucher molto carino, intestato al mio fortunato fidanzato.

La nostra suite, Rododendro, era un mini appartamentino, in stile montano, su due piani con balcone. Gli arredi non sono ovviamente moderni, ma l'ambiente era davvero confortevole e per soggiorni lunghi, avremmo potuto anche approfittare della cucinetta a disposizione e della tavola con panca. Sul cuscino, abbiamo anche trovato un cioccolatino di benvenuto.

Il centro benessere Sophie è in realtà piccolo, ma con la possibilità di prenotare i pacchetti e i diversi servizi ad orari diversi, ci si passano delle ore di vero relax. La piscina con vista bosco e decorata con affreschi di paesaggi, colonne in stile classico e una fontana con putti è grande ed è circondata da lettini molto comodi, sui quali ci si può sedere a leggere una delle riviste a disposizione o a mangiare un po'di frutta, presa dal buffet riservato agli ospiti.

Non mi era mai capitato di usufruire di servizi in privato e devo ammettere che fare sauna e idromassaggio a due è stato davvero intimo e, sì, lo devo dire, romantico. Una volta usciti dalla sauna, ci potevamo rilassare su lettini massaggianti e l'atmosfera nell'idromassaggio era da film: luci soffuse, petali di rosa e sali da bagno profumati.

I servizi offerti però sono tantissimi: da quelli di un tradizionale centro estetico, come manicure e lampade, ai massaggi professionali. Nella bella stagione, si può anche usufruire di una zona solarium. 

Passiamo alla cucina, che per me è stato il punto forte del soggiorno: tutto era davvero buonissimo e servito con cura! La scelta era tanta, da piatti semplici a più elaborati, con prodotti del posto, come formaggio Asiago, funghi di bosco e selvaggina. I dolci però sono da provare, sia per la loro bontà sia per il loro "allestimento": lo strudel è arrivato su uno specchio, sul quale oltre alla fetta di dolce erano sistemati anche un barattolino con il gelato al timo, un ricciolo di panna e...dovete ordinarli!

L'ambiente del ristorante è sempre moolto romantico, con quadri con figure di donne alle pareti, portatovaglioli con perline, bambole di porcellana e su ogni tavolo, una fiaba sull'Amore. Anche la colazione è davvero degna di nota e la varietà è molto ampia: da uova strapazzate con bacon a torte di mele. La mia zona preferita però è stata quella con formaggi e marmellate del posto.

Mi dimenticavo la cosa più importante: alla Bocchetta non c'è copertura di rete mobile. Già sul sito, lo staff avverte di questo inconveniente che è diventato, a mio avviso, il loro punto di forza. Si legge anche una volta arrivati in un cartello, posto vicino alla reception: si consiglia invece di stare sempre al telefono, di parlare, leggere un libro o semplicemente rilassarsi.

Così ho fatto: il mio onnipresente smartphone è rimasto in camera, spento e qui vi spiego anche perchè ho fatto poche (e brutte) foto. Anche se solo per un week end è stata una bella liberazione forzata, senza la quale non ci avrei mai rinunciato: niente notifiche, niente connessione continua, niente di ingombrante in tasca. 

A un certo punto, stesa sul lettino, mentre sfogliavo un vecchio Vanity Fair, ho alzato gli occhi all'orologio e mi sono chiesta come avesse fatto il tempo a passare così velocemente. Forse avevo proprio bisogno di un po' di "niente" per riempirlo.