giovedì 31 luglio 2014

Ditta Artigianale, colazione a Firenze

Avevo conosciuto la Ditta Artigianale di Firenze all'evento di Palazzo Corsini Artigianato e Palazzo, dove partecipavo come inviata di Viaggi Low Cost. Lì sono stati i rifornitori ufficiali di caffè ed un ragazzo dalla parlantina sciolta, armeggiava alla macchina parlandoci delle proprietà delle varie miscele.

Sembrava quasi una degustazione: ognuna aveva determinate proprietà organolettiche, ma il mio palato non è così ben allenato a distinguerle. Bevo il caffè essenzialmente per tenermi sveglia e preferisco i ristretti, anche se al Palazzo Corsini ho provato anche una sorta di cocktail di caffè e acqua tonica con tanto tanto ghiaccio: buonissimo!

Insomma, arrivo in via de' Neri con un feedback positivo sul bar e farci colazione non mi ha che confermato la mia impressione. Innanzitutto, il locale è davvero bello: il legno grezzo è il pezzo forte dell'arredamento, assieme ai bellissimi guanciali ricavati con sacche di chicci di caffè.


Nel locale, una fila per colazione take away e pochi tavoli occupati: me ne sono subita accaparrata uno. Strano trovare a Firenze un posto in cui la mattina ci sia un po'di quiete, ma qui l'ho trovata. 

Proprio come ad Artigianato e Palazzo, ci hanno spiegato che tipo di caffè stessimo bevendo e il ragazzo dietro al bancone ha riservato una parola gentile ad ogni cliente.

Si fanno anche aperitivi con tapas, ma non li ho ancora provati: poco male, ci tornerò! ;)

mercoledì 30 luglio 2014

Sirolo: consigli pratici per vivere meglio la riviera del Conero

Sirolo è indicato come uno dei più bei paesini medievali della costa adriatica: potete immaginare perchè lo abbia scelto per soggiornarci durante il mio viaggetto nel Conero. Confermo che entrando dall'arco gotico, gli scorci del borgo sono davvero incantevoli.

Stradine in pietra, chiese eleganti, un'ampia piazza centrale e poi... il panorama dalla terrazza: mare, rocce, montagne e natura si mescolano in un quadro perfetto. Le spiagge sono davvero uniche: ecco il motivo principale per cui vi consiglio di andare a Sirolo.


Le principali sono tre: la spiaggia Urbani, la più frequentata, San Michele e Sassi Neri, una il continuo dell'altra. La prima prende il nome da una grotta scavata nella roccia, che si vede camminando lungo la costa e l'ultima invece deve la sua fama alle rocce scure che la contraddistinguono, un tempo frequentate dai nudisti.

Spiagge di ghiaia e sassi premiate con la Bandiera Blu, in tutte ho trovato acqua trasparente: impossibile non fare un bagno. Ma come arrivarci? Andiamo con ordine...

Sono tutte raggiungibili con macchina, ma i parcheggi sono pochi: dovreste svegliarvi all'alba per trovare un posto libero! In ogni caso, rimane comunque un tratto di strada da fare a piedi.

Si può anche optare per la camminata: per andare alla Spiaggia Urbani si scende dalla piazza del Teatro, seguendo la strada principale e alternando in percorsi nel bosco abbastanza ripido; per le altre due, invece, si passa dal Parco della Repubblica e in circa un quarto d'ora di cammino abbastanza agevole, arriverete alle spiagge. Sarebbe la soluzione migliore se volete unire le due bellezze del Conero: natura e mare.


Se però non avete voglia di faticare vi rimangono altre due possibilità: la prima i mezzi pubblici, la seconda i trasporti privati. Nel primo caso, gli autobus passano ogni mezz'ora (fino alle 19, con una pausa dalle 13 alle 15) e i costi sono di 1.50 € per corsa. La mia fermata era in paese, quindi non conosco i percorsi più periferici. Conservate i biglietti, perchè vi daranno diritto a uno sconto di 2 € ciascuno sulle vicine grotte di Camerano.

Se avete voglia di prendere un ombrellone (gli stabilimenti privati si alternano alle spiagge libere), avrete compreso nel prezzo anche il trasporto in navetta. Da Roberto a San Michele, abbiamo speso 17 € per l'intera giornata e l'autista ci ha riportato proprio di fronte al nostro campeggio.

Quale consiglio? La Urbani è per i miei gusti davvero un po'troppo affollata e nelle altre ci si gode di più il lato "selvaggio" del Conero. Tenete presente che Portonovo e Numana, le altre due località marine, sono raggiungibili in pochi minuti con l'auto: se avete voglia di cambiare meta, potete farlo.

Inoltre proprio da Sirolo (anche da San Michele), partono le gite in barca verso le Due Sorelle e per prendere informazioni al riguardo, vi consiglio di andare al centro turistico proprio nella piazza principale del paese.

Foto di F. Bartolini
Dove dormire? Come avevo già accennato, i campeggi possono essere un'ottima scelta: tutti sono dotati anche di bungalow, se non siete equipaggiati con tende o camper. I prezzi di alberghi, affittacamere e bed and breakfast che avevo consultato on line erano piuttosto alti. Se non avete voglia di spostarvi in macchina, cercate nelle immediate vicinanze del centro.

A Sirolo, avevo già preso un'abitudine: andare a fare colazione "dalle signore" al Bar Il Grillo, dove due simpatiche signore, appunto, servivano cornetti in un cestino verde. Il locale si affaccia sul mare ed è aperto fino a tarda notte per aperitivi e dopo cena, ma la mattina era davvero un'oasi di pace. Oltre alla classica colazione italiana, al bancone si poteva scegliere anche joghurt artigianale, cookies e tè ricercati.

Per il pranzo, le soluzioni low cost ci sono. Prima fra tutte, i chioschetti in spiaggia, che oltre ai classici panini, hanno anche insalate di riso e di farro, cous cous freddi, macedonie a prezzi che si aggirano sui 5 € a pezzo: vi risparmierete la fatica di portare il pranzo a sacco giù per la discesa.

Se invece vi trovate in centro, ci sono diversi alimentari e negozietti di prodotti tipici che fanno panini. Ho provato la Macelleria del Corso, dove un abbondante tagliere con pane, salumi vari, olive ascolane e ciauscolo, un tipico salame della zona, costa 10 €.


Per la cena, PRENOTATE con anticipo!!! Non sono riuscita a provare i ristoranti che avrei voluto e a mangiare tipico, perchè erano sempre tutti pieni. Ho però fatto un ottimo aperitivo nella bella piazza con terrazza panoramica, al tramonto al Caffè Centrale.

Atmosfera romantica a parte, ci sono diverse formule per aperitivi o apericena con combinazione di cocktail, analcolici e vino. Ho scelto un calice di Pecorino (provateli i vini locali, primo su tutti il Rosso Conero) con aperitivo, spendendo 6 €: e che aperitivo!!! Tramezzini, panzerotti, olive ascolane, insalata di farro, pop corn...insomma proprio un buon posto.


Rimane aperto anche per il dopocena e Sirolo si riempie, è una città davvero viva! Mercatini, negozi aperti fino a tardi, artisti di strada:  non c'è da annoiarsi. Ho trovato il tempo di fare shopping dalla Bottega dei Metalli del signor Luigi Rubini, scultore di eccellenza, che ci ha dato consigli su cosa visitare nei dintorni, intrattenendoci durante uno dei numerosi temporali della nostra vacanzina.

Ho preso dei bellissimi orecchini di acciaio a forma di ricciolo, ma "perdete tempo", dando un'occhiata alle sue opere: dai tradizionali busti di donne e cavalli rampanti, a globi dorati e torsoli di pere...sculture selvagge, come i paesaggi della Sirolo che mi è rimasta nel cuore.

martedì 29 luglio 2014

Il campeggio: odio o amore?

Ho sempre, e ribadisco SEMPRE, odiato il campeggio. Non ne capivo il fascino. Badate, io sono fan del low cost, ma lo considero un ragionevole rapporto qualità-prezzo: in casi di forza maggiore, mi troverete a mangiare da Mac Donald's perchè costa poco.

Consideravo il campeggio il Mac Donald's delle sistemazioni, ma in cuor mio sapevo di commettere uno di quegli errori di giudizio che tante volte si fanno. Si considerano delle cose non adatte a noi, a prescindere, precludendoci la possibilità di farcele piacere (o quanto meno, di provarle, almeno).

Combattendo questa guerra con i miei pre-giudizi, ho deciso di andare in campeggio alla veneranda età di 30 anni suonati (ndr consideravo il campeggio un posto per teen agers alla conquista del mondo). E mi sono divertita un sacco.

La meta prescelta è stata il Conero, dove alberghi e bed and breakfast non sono proprio economici. Dopo ricerche su Internet, ho individuato un campeggio bellissimo: vista mare, immerso nel verde, posizionato nel centro città, stellato ben 4 volte. L'Internazionale sembrava proprio la scelta giusta per cominciare.


Niente prenotazione per le piazzole, ma no problem: con la nostra tendina antidiluviana, siamo partiti carichi di entusiasmo, convinti che in un giorno feriale, di una settimana di tempo invernale a luglio, non avremmo faticato a trovare un posticino.

Primo errore: se volete andare in un camping specifico, telefonate con anticipo. I bungalow vanno a ruba, ma anche le piazzole vengono assegnate con facilità, con corsia preferenziale ai vecchi clienti. 

Non ci siamo persi d'animo e abbiamo fatto un giro in macchina nella zona per cercare un'alternativa vicina e l'abbiamo trovata, ridimensionando la posizione e dimezzando le stelle: il camping Reno aveva posto per il nostro igloo ed era a 5 minuti a piedi dal centro città, dalle fermate di autobus e dall'inizio del percorso per arrivare alla Spiaggia Urbani.

Sembrava di stare nel giardino di casa della proprietaria. Niente extra lusso: bagni, docce, lavandini e un bar pizzeria a disposizione dei clienti. I prezzi erano leggermente inferiori a quelli delle altre sistemazioni consultate su Internet: 7.50 € per persona a notte  e 11€ per la tenda. In extra l'elettricità a 2.50€ e il parcheggio della macchina a 4 € al giorno (comodo se si riesce a trovare posto vicino alla piazzola).

Tenda piantata con facilità: mi son stupita della mia facilità ad apprendere a farlo, imbranata come sono! ;) E pronti per il mare... Peccato che il pomeriggio ci ha riservato un lungo temporale.

Vi ricordate che avevo specificato che il nostro igloo era antidiluviano? Ecco, lo era per datazione storica, ma non lo era nel senso letterale: non era contro diluvio universale del 24 luglio scorso, anzi! Facendola breve: tendina allagata.

Secondo errore: farsi prestare tende e materassino da parenti e amici può essere rischioso se la data di fabbricazione dei suddetti è precedente alla vostra nascita.

Bisognava equipaggiarsi per la notte ed in questo ci è venuto incontro il nostro amato Decathlon, a meno di 20 minuti di auto, a Camerano. Ci siamo equipaggiati con una tenda trekking Quickhiker e abbiamo esagerato scegliendola da 3 posti: ha retto anche alla tempesta del sabato successivo (eh sì, non siamo stati fortunati con il tempo). Abbiamo comprato anche un materassino nuovo, mentre i sacchi a pelo li avevamo già nuovi e resistenti (almeno quelli! ;) )


Quindi, ricordatevi di portare tutto quello che vi può servire, senza dimenticare il martello per piantare i picchetti, la pompa per il materassino, corde e mollette per stendere, scottex e carta igienica, torcia per la notte...insomma, fate voi a seconda delle vostre esigenze, ma non esagerate per non togliere spazi vitali in tenda.

Terzo errore: pensavo che in tenda non entrasse niente, ma in realtà tenendo pulito e in ordine, soprattutto, siamo riusciti a viverci bene senza farci mancare niente.

Per la prossima volta ci equipaggeremo anche per cucinare. Avete consigli in proposito?

Quarto errore: il terrore dei bagni, che poi era uno dei motivi per cui odiavo il campeggio. Me li immaginavo sudici e puzzolenti, come avrei fatto schizzinosa come sono? In realtà non è andata così. Se riesco ad utilizzare quelli dell'Autogrill, posso riuscire in tutto: mi son detta.

Forse abbiamo avuto fortuna, forse il campeggio era abbastanza piccolo (sebbene fosse pieno), ma siamo riusciti a utilizzare i bagni senza sgradevoli sorprese. Le toilet autostradali ancora rimangono imbattute nella mia classifica dell'orrido (quelle dei treni, ovviamente, non sono nemmeno contemplate).

Quinto ed ultimo errore: in tenda si dorme male. Non è il letto di casa è vero, ma ho dormito in treno, in spiaggia, in macchina e in alberghi di infima categoria: in tenda ci si gode la pace della sera. Quando tutti hanno finito di mangiare e scende il buio, si vede solo qualche lucina in qua e in là e si sentono solo i rumori della natura e... del bambino dei vicini che chiama a ripetizione la mamma. Per quello vendono i tappi per le orecchie.

In conclusione, con una buona organizzazione e un adeguato equipaggiamento, magari voi lo sapevate già, ma questo post mi è servito per rielaborare l'esperienza. Ognuno si poi si tara i viaggi a seconda delle proprie abitudini e delle proprie necessità: altrimenti che relax ci sarebbe a fare altrimenti?! 

Il campeggio è un ottimo alloggio non  per chi ha voglia di risparmiare o per chi può fare a meno della comodità, ormai si trovano anche hotel 4 stelle a prezzi stracciati e si trova ogni comfort anche per il campeggiatore più esigente. E' fare una vacanza diversa: più spazio alle relazioni e meno spazio al surplus (che è diverso da comodità).

Ho messo in vacanza in cellulare, ad esempio, ricaricandolo solo una volta. Mi sono sentita più riposata anche io, mi son trovata a "perdere tempo", quel tempo che di solito passo a condividere una foto o un tweet. Sharism, è il nome che hanno trovato i sociologi al fenomeno della pubblicazione virale su social network. Ecco, il campeggio permette un altro tipo di sharism, quello umano, pieno di difficoltà e litigate, ma di sicuro più vero ed appagante.

martedì 22 luglio 2014

Delo, l'Isola di Apollo in Grecia

Delo è un'isola minuscola del mar Egeo, di circa 3 chilometri quadrati: praticamente la si potrebbe attraversare tutta in un giorno senza difficoltà. E'la testimonianza della Grecia antica, di tutto ciò che appartiene al periodo mitologico della storia del paese.

Oltre alle rovine, poco altro: Delo è pressochè disabitata. Niente hotel, niente resort, niente spiagge attrezzate per i turisti. Solo un porticciolo, che la collega alla vicina Mykonos, la biglietteria del sito archeologico, un museo che raccoglie i reperti e un bar ristorante proprio al centro della città vecchia.

In origine si chiamava Ortigia ed era abitata fin da millenni prima della nascita di Cristo. I suoi abitanti erano devoti ad Apollo, dio della luce e della musica, e la città stato sarebbe dovuta essere il maggior mercato di schiavi in Grecia, fino a quando fu invasa e brutalmente distrutta.

Secondo la mitologia, invece, Ortigia, isola delle quaglie, nacque dopo uno dei numerosi tradimenti di Zeus. Asteria, per sfuggirgli, si trasformò in quaglia, ma precipitò in mare come una stella, ma il re degli dei ebbe pietà di lei e la trasformò in isola, in Delo appunto.

Sempre qui Latona, sorella di Asteria, partorì Apollo e Artemide, dea della caccia, per nascondersi dalla rabbia di Era. Alla sua nascita, il dio della luce illuminò così tanto l'isola, che da allora prese il nome di Delo, che significa mostrare.


Oggi, il sito archeologico è patrimonio dell'Unesco ed è davvero vasto: munitevi di cappello, crema solare e scarpe comode, perchè trovare un po'di ombra è quasi impossibile. Passeggiare tra le case antiche, il teatro, la terrazza dei leoni è davvero surreale.

Sembra di profanare qualcosa di sacro e una volta arrivati alla vetta, il panorama è davvero bellissimo. La camminata diventa faticosa per il sole che batte d'estate ed è per questo che consiglio di portarsi dietro succhi di frutta ricchi di zucchero o di pranzare al ristorantino, per trovare un po'di sollievo. 

Come arrivare a Delo? Si arriva solo con delle barche che partono quotidianamente da Mykonos, di fronte alla Chiesa Agios Nikolas, e il costo del biglietto si aggira sui 18 €. Fate attenzione agli orari di partenza e soprattutto quelli di ritorno: non vorrete mica rischiare di rimanere su un'isola deserta?! 

Soluzione analoghe ci sono anche da Paros e Tinos, ma Mykonos è sempre la soluzione più veloce: si arriva in poco più di mezz'ora. Io, col mare parecchio mosso, ho sofferto un po'durante il tragitto: avete presente la scena di Mamma mia! dove massaie greche con grossi pesci si prendono gioco della protagonista?! Mi sono sentita così.

Il museo ha un costo di entrata di 5 € ed è chiuso il lunedì. Tenete presente che chiude intorno alle 15 e se volete girare l'isola, conviene arrivare la mattina presto: in definitiva la visita occupa un'intera giornata. Una gita a Delo è un'occasione davvero unica per assaporare il silenzio nei brulli panorami greci e camminare in una città interamente costruita da una delle più grandi civiltà del passato.

venerdì 18 luglio 2014

Perdersi a Firenze: chiassi storici, street art e pranzo da Amblé

Si sa che il buon viaggiatore si deve perdere: in questo modo, ci si lascia trasportare dal caso e dagli eventi, ci si lascia sorprendere senza inabissarsi in guide e cartine, si scopre davvero. Ecco se vi trovate a Firenze e dal Mercato del Porcellino state andando verso il Ponte Vecchio: perdetevi!

Svoltando nelle stradine poco prima del ponte, vi troverete in un intrico di vicolo dai nomi strani, ognuno con la sua storia e ognuno con scorci suggestivi per gli amanti di fotografie di posti poco noti. 

Provate a girare verso sinistra, andando in direzione delle vie più famose, quella delle Terme, in cui si trovava l'antico termario romano e quella dei Georgofili, che prende il nome dalla nota Accademia di studi sull'agricoltura e che è stata sulle testate di tutti i quotidiani nei primi anni Novanta a causa dell'attentato mafioso, in cui hanno perso la vita cinque persone. Un olivo ricorda quest'episodio nero della storia fiorentina.

Insomma, tornando al frivolo, vi troverete a passeggiare tra Chiasso del Panico e Chiasso del Buco. Il primo è soprannominato anche dello Scandalo perchè è stato costruito per separare le famiglie dei Cerchi e dei Donati nel quattoridicesimo secolo: la Magistratura temeva che nella notte i membri dell'una o dell'altra casata, buttassero giù i muri delle case per sorprendere i nemici nel sonno.

Il Chiasso del Buco invece prende il nome da un'Osteria trecentesca, che pare avesse una fama non tanto onorabile tra la Firenze bene.

Se imboccate, invece, Borgo Santi Apostoli, raggiungerete Chiasso del Cornino, antica via de'Bonciani. In una notte, le case della ricca famiglia furono incendiate, insieme a quelle vicine degli Acciaiuoli e in loro onore, fino all'Ottocento, la stradina ha portato il loro nome.

Il Chiasso delle Misure è unico per le sue dimensioni: è davvero strettissimo. Deve però il suo nome all'omonimo ufficio presente in questa via fin dal Medioevo.

Eccoci arrivati poi a Vicolo dell'Oro, interessante non per la sua storia, ma per la sua attualità. Oltre a trovarci il negozio Leica (sempre per gli appassionati di fotografia!), potrete trovarci arte contemporanea: una perla rara a Firenze! :)


Iniziamo dai cartelli di Clet, di cui avevo già parlato, e da Blub, L'arte sa nuotare: dove vi ricapiterà di vedere Dante con alloro e maschera?! C'è poi anche un'installazione, Personal/Unpersonal reflection a cura del Gallery Art Hotel, che parte dal suo edificio e prosegue per tutta la piazza: strane figure candide, con teste d'animale chiacchierano, si arrampicano sui muri, volteggiano, fanno i trapezisti. Un  paesaggio surreale!

Vi è venuta fame? No problem! Lì vicino in Chiasso del Bene, si trova Amblè, fresh food and old forniture. Un posto davvero insolito in cui potrete mangiare il vostro sandwich, a prezzi onesti, nella pace più assoluta. Sì, perchè anche se si trova a due passi da Ponte Vecchio, la piazzetta su cui si affaccia è silenziosissima e vi sembrerà di mangiare nel salotto di casa.

E'anche un negozio vintage e alle poltroncine su cui vi sedete, può essere appeso il cartellino con il prezzo. Tutto è davvero insolito, solo perchè è arredato in maniera personale ed unica: trovare due sedie uguali o due piatti simili è un'impresa.Io mi sono accomodata pigramente su un divanetto, gustandomi il mio tramezzino con prosciutto arrosto, gorgonzola e funghi: relax meritato dopo una bella camminata.