domenica 27 aprile 2014

I Musei Vaticani: perchè visitarli

Chiunque vada a Città del Vaticano, pensa che valga la pena andare a vedere la grandiosa Basilica di San Pietro, la piazza e il suo colonnato, che certo sono di una grandezza artistica e spirituale inestimabile. Però, andando verso Piazza del Risorgimento e poi tornando indietro si arriva ai Musei Vaticani.

L'entrata è preannunciata da una fila di persone in coda per il biglietto lunga a volte chilometri ed è per questo che consiglio a chi voglia di visitarli di prendere i biglietti sul sito ufficiale. In questo caso si paga la prevendita di 4 €, oltre ai 16€ dell'intero: un po'caro a dire la verità, ma una volta viste l'attesa di chi non ha prenotato la visita...si riconsidera il prezzo. Bisogna specifica anche giorno e ora di accesso, presentandosi nella zona riservata con un quarto d'ora d'anticipo.

L'entrata è permessa dalle 9 alle 16, ma i musei chiudono alle 18. Considerate almeno 2 ore di visita. La domenica sono chiusi, tranne l'ultima del mese in cui è previsto anche il libero accesso dalle 9 alle 12.30. Si possono prenotare anche visite notturne. Una volta verificato il biglietto, si accede alla reception, in cui si oltrepassano i controlli di sicurezza e poi si va alla biglietteria per convertire il voucher.

Ogni giovedì sono previste conferenze su temi vari e si organizzano visite didattiche, laboratoriali, per sordi  e e per non vedenti. Per maggiori chiarimenti, consultate sempre il sito ufficiale.


Si entra poi nel vero museo, che è un susseguirsi di sale spettacolari, con affreschi spettacolari, eleganti volte, cupole con aperture centrali sullo stile del Pantheon. All'inizio le collezioni sono classiche e il candore delle statue etrusche e egizie abbaglia gli occhi. Si arriva poi alla sala delle statue degli animali, ma a causa della folla nel giorno della mia visita non sono riuscita a soffermarmi.

In effetti, sebbene facciano entrare un determinato numero di persone per volta, le sale sono abbastanza piene di visitatori e si fatica ogni tanto a dare la giusta attenzione. E' permesso però fotografare, tranne che nella Cappella Sistina, e dunque mi sono goduta alcune opere a posteriori, tramite le foto.

Non sono amante del genere, ma devo ammettere che la Galleria degli Arazzi è davvero impressionante perchè le opere sembrano tutte giganteschi dipinti. Allo stesso modo, la Gallerie delle Carte Geografiche fa restare a bocca aperta, sia per la grandezza delle mappe, sia per la loro accuratezza.

Foto di F. Bartolini
La Cappella Sistina è davvero magnifica ma l'affollamento e il personale che sbraitava al microfono di non fare foto e di fare silenzio mi ha un po'distratto dall'osservare il capolavoro di Michelangelo. Forse è proprio per questi motivi, che ho preferito le Stanze di Raffaello e in particolare, la Scuola di Atene: un'opera fantastica per le allegorie, la composizione, gli accostamenti cromatici.

Vendendola sui libri di storia dell'arte non si percepisce tutta la grandiosità dell'affresco. Si rimane con la testa all'insù, a leggere tra le righe dei diversi personaggi, a osservare i loro volti e i loro gesti, a decifrare un mondo che ormai sembra tanto lontano.

Vale la pena visitare i Musei Vaticani? Decisamente sì! Non ho voluto pubblicare volutamente troppe foto sugli interni, per permettervi di meravigliarvi appena varcherete la soglia di entrata, come ho fatto io. La visita è lunga, ma anche i bambini si divertiranno ad osservare collezioni diverse e sempre spettacolari. Un posto da cui uscire con i piedi stanchi, ma con gli occhi pieni e contenti. 

Roma: 5 piazze da non perdere

Roma è una piazza: alla fine di ogni vicolo intricato o di ogni vialone, troverete uno spiazzo più o meno grande, su cui però vale sempre la pena soffermarsi. Una fontana, un obelisco, una chiesa, un caffè particolare: ci sarà sempre qualcosa per cui vale la pena passare di lì e scattare una foto ricordo.

Difficile dire quale è più bella dell'altra e se non siete mai stati nella capitale, dovete per forza programmare di vedere le piazze canoniche, nelle quali vedere i monumenti simbolo della città: Piazza Navona, Piazza di Trevi, Piazza Venezia e ovviamente, Piazza di Spagna.

Proprio dalla fermata metro A Spagna, parte la mia breve camminata verso una delle piazze che mi hanno colpito di più, Piazza San Silvestro, che prende il nome dalla particolarissima chiesa che è nascosta tra edifici antichi e eleganti, appartenuti a nobili romani nel corso dei secoli. Si entra in un cortile, prima di accedere all'edificio religioso, pieno di iscrizioni antiche e da cui si gode una bella vista del campanile romanico. La chiesa è un trionfo di affreschi, stucchi, marmi, che non sono proprio il mio genere, ma che mi hanno strappato un WOW! tanto è grandiosa. Il monastero annesso è diventata la sede delle Poste: entrateci, è gratis! Oltre a splendidi affreschi, vanta anche un piccolo giardino con rovine romane.

Foto di F. Bartolini
Ritorniamo alla metro, facciamo il cambio a Termini con la linea B  e arriviamo al Circo Massimo per una passeggiata un po'più lunga. La prima tappa è in Piazza della Bocca della Verità, dove si trova la Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, in cui è conservato il celebre monumento. Ok, la fila per dimostrare al mondo la mia onestà l'ho fatta anche io (cercate di arrivare presto, perchè nei periodi turistici è davvero molto lunga), ma poi prendetevi tempo e andate nei giardinetti a godervi la vista della piazza. E'come se tanti stili, tante Rome, si mescolassero tra loro. E'infatti posta sull'antico Foro Boario e ne rimangono come testimonianza i due graziosi tempietti di Portuno e di Vesta, di fronte alla Fontana dei Triton, e gli Archi di Giano e degli Argentari, dall'altra parte della strada.
Foto di F. Bartolini
Proseguendo verso il lungo Tevere, avremmo davanti un bello scorcio dell'Isola Tiberina. ed è proprio qui che si nasconde la Piazza di San Bartolomeo all'Isola. Non ha un qualcosa di particolarmente bello che mi ha attirato: la chiesa è piuttosto spoglia e non ci sono altri elementi caratterizzanti, se non l'atmosfera. Sull'antica nave di Roma, si respira un'aria di vacanza, rilassata, che la rende un ottimo posto per fermarsi a riposare, a godersi il momento e a lasciare alle spalle il caos cittadino. Un barretto si affaccia sulla piazza: ottimo per sedersi a prendere un caffè o un aperitivo con vista.

Foto di F. Bartolini
Passando sull'altra sponda del Tevere, si arriva nel rione di Trastevere, che è una delle mete caratteristiche per i turisti che invadono Roma. Per chi, come me, non sopporta la confusione, do un consiglio: sopportate la folla di gente e arrivate con calma in Piazza di Santa Maria in Trastevere. Qui c'è la vita: artisti di strada che suonano e ballano, caffè pieni di tavolini rivolti verso l'antica fontana e la chiesa omonima. Ecco, vale la pena dare un'occhiata all'interno: i mosaici dorati fanno invidia a quelli di Ravenna. Uno spettacolo da mozzare il fiato! Nel quartiere vi consiglio una cenetta a La Fraschetta, locale tipico e romantico, poco distante dalla piazza.
Foto di F. Bartolini
Ed infine, camminata al ritroso verso la metropolitana, rimanete sulla linea B e scendete a Cavour, proseguite per un breve tratto di strada e arrivate alla Piazza della Madonna dei Monti, ammirate la bellissima fontana e sedetevi sulle scalette solo dopo esservi presi una bella birretta in uno dei bei locali del quartiere. Per i più tirchietti, anche l'alimentari che vende frutta, verdura e birre può andare bene per una bevuta take-away.

sabato 26 aprile 2014

Fosse Ardeatine: un mausoleo della memoria

Tutti abbiamo sentito almeno nominare il terribile eccidio nazista delle Fosse Aredatine di Roma, perchè è stato uno dei più crudeli avvenuti durante la Seconda Guerra contro la popolazione civile. Cosa è successo e perchè? Il Mausoleo è lì per non farcelo dimenticare.

Il complesso comprende la gigantesca statua di travertino, visibile dalla strada, il sacrario e le grotte nelle quali è avvenuto il massacro di 335 persone. Si entra attraverso un suggestivo cancello di bronzo e si ha subito l'impressione di essere in un luogo carico di dolore.
Foto di F. Bartolini
Siamo arrivati all'ora di chiusura e non abbiamo potuto visitare il museo, che raccoglie documentazioni storiche sulla strage, sulla resistenza e sul periodo di occupazione tedesca di Roma. I custodi sono stati gentilissimi e pur chiudendo l'accesso, ci hanno permesso di fare un giro nella parte esterna. Il museo chiude infatti alle 15, mentre il sacrario rimane aperto fino alle 15.15. L'ingresso è gratuito.

Si entra subito nei cunicoli della vecchi cava ardeatina, che conservano l'aspetto originario, se non per l'aggiunta di pilastri eretti per sanare gli squarci provocati dalle bombe, che hanno impedito l'accesso al luogo dove erano stati ammucchiati i corpi. Alcune lapidi commemorative spiegano i fatti, ma tutto è lasciato spoglio, come se si volesse far acuire la sensibilità del visitatore di fronte a un posto, che di per sè  incute timore.


Si arriva poi al mausoleo, dove riposano i martiri, di cui facevano parte militari e civili, ebrei e partigiani. 12 salme rimangono ancora senza identità. Il 23 marzo 1944, i partigiani compirono un attentato in via Rasella contro un reparto armato nazista: morirono 33 soldati. La rappresaglia fu immediata: 10 italiani fucilati entro 24 ore per ogni tedesco ucciso. Si rastrellarono le case vicine, avvennero sparatorie sommarie e poi si giunse alle cave Ardeatine, dove si occultarono i cadaveri.

La ferocia dell'eccidio lo rende uno degli episodi storici più drammatici degli ultimi cento anni. Un pensiero a quei martiri è doveroso per conoscere, ricordare e fare in modo che non succeda mai più.

Monumento Fosse Ardeatine
via Aredeatina 174, Roma

Frida a Roma: ce l'ho fatta!

Ero solito pensare che ero la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato che ci sono così tante persone in tutto il mondo, ci deve essere qualcuno come me che si sente bizzarra e imperfetta nello stesso modo che faccio. Immagino lei, e immagino che lei deve essere là fuori pensando a me. Beh, spero che se sei là fuori e leggete questo e sapere che, sì, è vero che sono qui, e io sono altrettanto strano come te. 
Frida Kahlo

Ecco perchè amo Frida Kahlo, perchè la seguo da tanto tempo, perchè a Berlino, qualche anno fa, sono stata in fila per più di un'ora per cercare di entrare alla sua personale, ma ho poi desistito, sperando in una futura mostra italiana. Finalmente Roma ha organizzato uno degli eventi più importanti del 2014, a livello artistico.

Le Scuderie del Quirinale sono raggiungibili dalla fermata metro A Barberini dopo una breve passeggiata, in cui si ha anche il tempo di ammirare il gruppo delle Quattro Fontane rinascimentali. Si affacciano sulla Piazza in cui ha sede la Presidenza della Repubblica e in una mattina di sole, tutto il bianco dei palazzi risplende, dando solennità a questo luogo, da cui si gode una bella vista della capitale.

Per evitare code, ho prenotato i miei biglietti online sul sito delle Scuderie: si devono indicare il giorno e la fascia oraria di visita, oltre al numero di ticket acquistati. Il prezzo di prevendita è di 2 € da aggiungere al costo del singolo intero di 12 €, ma ne vale la pena perchè con i coupon in mano si accede direttamente alle sale dell'esposizione. Avete tempo fino al 31 agosto.

Foto di F. Bartolini
I quadri sono disposti secondo una scansione temporale e si aggiungono ai pannelli con la spiegazione della vita di Frida: le 40 opere sono specchio di quello che le accade ed è impossibile raccontare la storia dell'artista, senza narrare anche quella della donna. Non ho preso l'audioguida e non ho partecipato alla visita guidata, ma si riesce a seguire bene l'andamento della mostra.

Tra bozzetti, ritratti e nature morte, spiccano i suoi autoritratti, che ci aprono l'anima della Kahlo: in uno i capelli si aggrovigliano in una massa infinita senza speranza, in un altro gli occhi fieri sembrano brillare, nell'altro ancora la stanchezza appesantisce le guance.

Sul finale le fantastiche fotografie di Nickolas Muray, che hanno reso celebre e conoscibile Frida fino ai giorni nostri come modello di un'eleganza personale e vivacissima.I colori degli abiti sono stati risaltati dalla ricerca cromatica del fotografo dei primi del Novecento e sono diventate immagini da copertina per giornali di moda, come Vogue.

Si possono ammirare anche alcuni filmati in cui Frida si muove nel giardino di casa sua con l'inseparabile Diego Rivera, di cui si possono anche vedere alcuni dipinti, e recita in un film che poi non verrà mai terminato.

La mostra si conclude con un pannello di citazioni proprio di fronte alla vetrata progettata da Gae Aulenti per vedere il panorama di Roma a 180°.

Sconsiglio una sosta al caffè eccessivamente caro, se non per osservare meglio il Palazzo del Quirinale dalle enormi finestre. Al bookshop, tanti gadget a tema e una bella selezione di libri su questa straordinaria artista messicana.




Sora Margherita, mangiare romano nel ghetto

E'sabato sera e ci incamminiamo a mangiare nel ghetto di Roma. Abbiamo sentito dire che è il posto giusto per trovare una buona trattoria con mangiare casereccio e sulla via principale, la scelta era tanta (ovviamente tutti i ristori kosher sono chiusi di sabato, quindi se volete provare la cucina ebraica, optate per un altro giorno della settimana).

In una piazzetta secondaria, con al centro una bella fontana, ci hanno attirato delle lucine blu, che incorniciavano una porta piena di adesivi di riconoscimenti gastronomici: da Tripadvisor alla Guida Michelin. Nessuna insegna, se non una lastra bianca con su scolpito: Sora Margherita in corsivo, come se lo scrivesse un bambino di terza elementare. 

La semplicità del posto ci ha subito rapito e abbia chiesto se fosse rimasto un posto per noi, ma il locale, non molto grande, era davvero pieno. Il gestore però ci ha proposto di aspettare per una decina di minuti: aveva una prenotazione in ritardo e se non si fossero presentati il tavolo, sarebbe stato nostro. Così è stato. Se volete provarlo, comunque, prenotate: i colpi di fortuna non sono così scontati!

Una volta entrati, le sale sembravano ancora più piccole e ci siamo incastrati a sedere, vicinissimi ad un'altra coppia. Alle pareti erano attaccati quadri d'autore e foglietti con dediche, poesie, stornelli in onore della buona cucina della Sora Margherita.

Abbiamo ordinato un carciofo alla giudia, fiori di zucca fritti (ne vado matta), un piatto di polpette e uno di abbacchio scottadito. Non abbiamo atteso molto per mangiare proprio come se fossimo a cena dalla nostra zia di Roma: il gusto era quello del "fatto nella cucina di casa".

I camerieri erano poi tutti alla mano e contribuivano a creare quest'atmosfera rilassata. Abbiamo concluso con due pezzi di torta alle visciole, fantastica per chi ama le amarene. 

Il conto non è stato poi così familiare: abbiamo speso sui 35 € a testa, compresi mezzo litro di vino, l'acqua e due caffè. Non accettano carte di credito.

Alla fine però non me ne sono pentita: sono rarissimi i posti in cui mi sono sentita così a casa. 


Sora Margherita
Piazza delle Cinque Scole, Roma
06 6874216