lunedì 9 giugno 2014

Monte Titano, fino alla cima di San Marino

Per arrivare a San Marino Città, potete scegliere tra la macchina, la funivia o i piedi, che saranno il mezzo di trasporto più lungo, ma anche quello più economico e avventuroso. Partendo infatti da Borgo, vi inoltrerete in una stradina dietro alla piazza principale che inizierà a salire verso il Monte Titano.

Il sentiero è tracciato tra la boscaglia, poco fitta in estate, ed è lungo poco meno di un chilometro. Non è molto largo e in alcuni punti sono stati aggiunti scalini o funi su cui fare leva per salire più agevolmente. In effetti un po'di dislivello c'è, ma se ci sono riuscita io a completarlo, di sicuro non è cosa da esperti trekker.

Foto di F. Bartolini
Ogni tanto i balconi naturali offrono delle viste mozzafiato sulla valle e una volta arrivati sulla cima, arriverete ad un parcheggio (ahimè, non così naturalistico e romantico), dal quale potrete proseguire verso il Passo delle Streghe.

Il sentiero, scavato nella roccia, collega le Torri di San Marino ed è un percorso molto suggestivo, soprattutto al tramonto. Tra la prima e la seconda torre, però, una piccola deviazione dalla strada principale, vi offrirà scorci inaspettati.

Scendendo lungo una stradina a ridosso dal costone, arriverete in una "zona ristoro": uno spiazzo scavato nella roccia, sulla quale potrete stendervi a riposare o fare un picnic in un'insolita location. E'un punto davvero magico, proprio al di sotto del famoso Passo.

Foto di F. Bartolini
Salendo qualche gradino, sarete perfettamente tra la prima e la seconda torre, in un punto con una visuale a 180° sulla valle. Ammetto la mia fifonaggine: non ce l'ho fatta a salire, avevo troppa paura! La scaletta termina su una roccia non molto grande, con al di sotto lo strapiombo di roccia.

In questi casi, è inutile fare gli eroi: il panorama è bello, ma se avete paura dell'altezza o avete poca preparazione fisica, non obbligatevi a farlo a tutti i costi. La prima sicurezza che possiate trovare in mezzo alla natura è la vostra rilassatezza fisica e mentale.

Foto di F. Bartolini

mercoledì 4 giugno 2014

Scoprire il bianco di Parigi

Quasi per caso, ho scoperto che le cose che mi sono piaciute a Parigi sono bianche, bianche ed eleganti, proprio come la Ville Lumière sa essere.

Bianco come...l'Atelier Brancusi, proprio di fronte al Centre Pompidou. Lo scultore romeno ha vissuto in Francia per lungo tempo e alla sua morte, lasciò allo Stato il suo laboratorio, che è stato perfettamente ricostruito in un candido cubo proprio nella piazza del museo di arte contemporanea.

Le sue sculture sono le padrone assolute, ma l'allestimento è davvero stupefacente: sembra proprio che l'artista si sia allontanato un attimo per poi tornare a finire quello che stava facendo. E'gratuito ed è aperto dalle 14 alle 18, tranne il martedì.


Bianco come... Blanche, la fermata della metropolitana che vi farà scendere nella zona più viva di Parigi: eccoci infatti a Montmartre, a due passi dal Moulin Rouge e dal Museo dell'Erotismo, che può sembrare un acchiappaturisti ma mi ha fatto divertire molto.

E'un'esposizione sulla storia dell'erotismo: dalla vita nei bordelli a statue etniche rimandanti alla fertilità, fino ad arrivare ad opere di arte contemporanea sull'argomento. Il repertorio è davvero vasto, ma non si scade nel volgare. Il biglietto intero costa 10 €, ma è scontato se lo si prenota online.

Bianco come... il Sacro Cuore, secondo me, la basilica più bella di Parigi. Appena si salgono le scale, ci si emoziona guardando questa costruzione dal sapore orientale che sembra la meta di un viaggio spirituale. E'uno degli edifici più alti della città e il suo travertino chiaro risplende nelle giornate di sole. 

Gli interni sono spogli, se non fosse per un grandioso mosaico dorato, ma vale la pena faticare per arrivare in cima alla cupola: che panorama vi aspetterà! E'uno dei luoghi migliori per fotografare la Tour Eiffel.

Bianco come... l'Ecoute, una scultura dell'artista de Miller, posta di fronte alla chiesa di Saint-Eustache e commissionata per il Forum des Halles, il centro commerciale sorto dove un tempo c'erano i mercati generali.

Una scultura di profonda riflessione: Ascolta, suggerisce. E'un bel messaggio, proprio di fronte a una chiesa, proprio a due passi dal caos dello shopping. 


Bianco come...la notte del 4 ottobre, quando musei e negozi rimangono aperti fino all'alba, anche in maniera gratuita. E' anche una festa di luci, che illuminano monumenti e angoli nascosti della città per realizzare veri e propri percorsi artistici da immortalare. Non ho mai partecipato a quest'evento, ma vedrò di rimediare per completare i miei piaceri bianchi della vita parigina.

Bar Ilde, il Baretto della Buona Piadina di Rimini

Quando si parla di piadina, è riduttivo usare il singolare: bisognerebbe dire "piadine", perchè ognuno ha il suo modo di farle, anche all'interno della provincia di Rimini. Ci sono quelle sfogliate, quelle più alte, quelle croccanti: impossibile decretare quale è più buona! Bisognerebbe organizzare un tour gastronomico di degustazione della piada...prima o poi lo farò!

Dalla Ilde non ero mai andata. Si trova a Covignano, una collina elegante a ridosso di Rimini e attorno al chioschetto del Baretto della buona piadina, una tettoia protegge i tavoli all'aperto, tutti sui toni del blu e del verde, come le magliette dei camerieri. L'arietta qui è sempre un po'fresca, anche nelle calde sere d'estate. E'un bel posticino, lontano dal caos della Riviera.

Sul menù, si legge un po'di storia del locale, aperto dal 1958, come ristoro per gli abitanti della zona e sebbene ci sia andata di domenica sera in un week end di ponte, i turisti sono davvero pochi. C'è da scegliere tra più di 100 tipi di piadine, insalatone e piatti con formaggi e salumi. E'possibile optare per menù convenienti e anche la lista dei dolci è molto varia.

Alla fine si legge che la Ilde si rifornisce da rivenditori del posto, sia per i salumi sia per il vino. Ordino una Volpina e una piada con prosciutto, formaggio fuso e gratinati: una cena più romagnola di così non potevo che sognarla. La sfoglia è altina e pienissima tanto che non riesco a mangiarla con le mani: quasi un sacrilegio! ;)

Termino con un dolce da condividere: una piadina con squacquerone e marmellata di fichi, che ci ha davvero deliziati. I tempi di attesa sono stati un po'lunghi, ma ne è valsa la pena. Anche i prezzi sono lievemente più alti di altre piadinerie, ma considerate che si paga anche il coperto, perchè si viene serviti al tavolo, e la qualità dei prodotti è davvero alta.

Il Bar Ilde è aperto da Pasqua fino a fine settembre, a pranzo e a cena, e non accetta prenotazioni, quindi conviene arrivare presto oppure armarsi di tanta pazienza: verrete ricompensati


martedì 3 giugno 2014

La vera pizza napoletana a Rimini

Può succedere di avere voglia di mangiare un pizza nel fantastico mondo della piadina?

Beh, può darsi che a qualche allergico allo strutto venga questa malsana idea ;) In questo caso, non c'è niente da temere: Rimini ha delle ottime pizzerie da offrire. Ma escludendo quelle non proprio economiche, quelle modaiole e affollate, quelle che fanno la pasta fine...la Pizza Italia di Miramare è il posto giusto per chiunque abbia voglia di una vera pizza napoletana.

Il locale è spartano: dall'arredamento all'apparecchiatura. I camerieri sono alla mano, ma sempre di corsa. Il menù è stampato direttamente sulla tovaglietta, decorata con le immagini della smorfia napoletana. Dalle mensole spunta qualche Pulcinella e nel frigo ho adocchiato la pastiera più invitante che abbia mai visto.

Abbiamo cominciato con un panzerotto e poi abbiamo preso delle pizze, ovviamente, scegliendo anche tra le due opzioni extramenù della giornata. Veraci, è l'unico aggettivo che mi viene in mente per definirle: erano davvero ottime.

Purtroppo terminata la mia "Vesuvio", non ho avuto la forza di prendere un pezzo dell'ammiccante pastiera: un rammarico, a cui rimedierò al più presto. Conto più che onesto: circa 10 € a persona. Ogni tanto si può anche rinunciare alla piadina in Romagna! 

Cascata dell'Alferello, un bagno nella natura

Alfero è un paesino di montagna, in provincia di Forlì-Cesena, e si trova proprio in quella zona verde dove l'Emilia Romagna confina con la Toscana. E'la terra del Monte Fumaiolo e della famosa località termale di Bagno di Romagna.

La cittadina è formata da edifici abbastanza moderni e funzionali e nella piazza centrale potrete trovare i negozi di prima necessità, un albergo, una chiesa e una scuola. Insomma, niente di così interessante da vedere. Se però avete voglia di camminare per circa 20-25 minuti, arriverete in un posto da sogno.

Dopo aver costeggiato la strada principale e disceso un sentiero nel verde, a volte anche parecchio scosceso, raggiungere la Cascata dell'Alferello, alta circa 30 metri. E'chiamata anche "delle Trote", per l'abbondanza di pesci nelle sue acque e il suo corso crea delle vasche naturali in cui è possibile fare il bagno.



E'un ottima alternativa al mare, soprattutto nelle giornate particolarmente calde. Qui il clima è mite e la temperatura dell'acqua è un po'freddina per una freddolosa come me. Per le persone normali invece, è un toccasana e la zona è molto frequentata: ci sono punti in cui è possibile tuffarsi, altri con l'acqua bassa sono ideali per i bambini.

Se la mattina riuscite ad organizzarvi, potrete passare alla Cascata una bella giornata in relax. Portatevi il pranzo al sacco (noi lo abbiamo comprato al minimarket di Alfero: salumi e formaggi del posto a buon prezzo), un telo, costume e una felpa (all'ombra non fa mai caldissimo). 

Tenete poi presente che il sentiero è facilmente praticabile, ma non consiglio di farlo in infradito: portate scarpe comode. Analogamente, entrare nell'acqua del fiume significa fare il bagno sui sassi, quindi se sapete che possono darvi fastidio munitevi di scarpette o sandali da scogli.

Il posto comunque è bello: stendersi nel verde e respirare aria buona è già un buon modo per fare vacanza.



Foto di F. Bartolini