lunedì 29 febbraio 2016

W.O.K: mangiare asiatico (e light) all'outlet di Barberino

Finalmente sono riuscita a pranzare da W.O.K, un locale di cucina asiatica all'interno dell'outlet di Barberino di Mugello. Ci avevo preso per caso un aperitivo qualche mese fa e ne ero rimasta piacevolmente sorpresa.

Con una spesa di circa 10€, ci siamo trovati davanti un vassoio con una porzione abbondante di riso con gamberi e pollo, ravioli, involtini, samosa e due bicchieri di prosecco. I prezzi ci sono sembrati buoni e la qualità del cibo anche.


Per pranzo abbiamo scelto dal ricco menù, che propone piatti unici e stuzzichini, tipici della tradizione giapponese, thailandese, indiana.. Un pad thai e un chow mein ci sono costati poco meno di 9 € l'uno e i ravioli 3.90€ a porzione. 

Onestamente, i prezzi non sono bassi, ma tutto era buonissimo e le quantità per niente scarne. 

Una volta pagato, viene consegnato una sorta di beeper circolare che si accende e suona nel momento in cui le ordinazioni sono pronte. Ricordatevi di chiedere le salse (di soia, agrodolce e piccante) che vengono date a parte e su richiesta.

Il locale è piccolo ma le pareti sono molto carine e sebbene fosse pieno di gente, l'atmosfera era tranquilla, a differenza degli altri punti ristoro dell'outlet. Con la buona stagione, si può anche mangiare all'aperto. 


Ultimo punto di forza i light dishes, contrassegnati dal tagliando "meno di 500 cal!", adatti a chi non vuole rinunciare al gusto e allo stesso tempo, tiene d'occhio la linea. Oppure a chi, come me, se la racconta, non si sente in colpa di mangiare cibi light e anzichè ordinare un piatto ne ordina 2: "tanto non fa ingrassare".

E' il posto dove ho mangiato meglio nell'outlet mugellano e di sicuro merita una visita, anche solo per il convenientissimo aperitivo.

lunedì 4 gennaio 2016

Asmana Wellness World a Firenze: sì o no?

Da quando ha aperto la scorsa estate, l'Asmana Wellness World di Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze, ha fatto parlare di sè. Innanzitutto è il primo vero centro benessere della zona e poi ha da subito vietato l'accesso ai minorenni, per garantire il dovuto relax ai suoi clienti.

La scelta è stata subito oggetto di critiche, ma ha subito dato un'idea dell'ambiente che è l'Asmana. La tranquillità in effetti non manca, ma devo ammettere di esserci andata sempre di mattina, in giorni lavorativi. 

La location è davvero molto bella: nessun particolare è lasciato al caso. Gli arredi sono curati, orientaleggianti e ogni stanza è caratterizzata. Raggiungerla è poi facilissimo, per la sua vicinanza a una delle strade di maggiore collegamento della zona, e il parcheggio è davvero grande. 

Una volta arrivati, si entra in una hall che sembra l'ingresso di una villa padronale. Ho sempre scelto il ticket a 20 € per l'ingresso di 2 ore (ogni mezz'ora in più costa 1€ fino al raggiungimento del full day di 29€). Se ci andate nel fine settimana c'è un aggiunta di 3€. I trattamenti ovviamente sono a parte e prenotabili.

A questo punto vi viene dato un braccialettino personale e numerato con cui aprirete il vostro armadietto e accumulerete le consumazioni al bar o al ristorante: pagherete tutto all'uscita. I prezzi sono abbordabili e il menù prevede un'ampia scelta di piatti. Inoltre il venerdì dalle 19 alle 21, con 16€ si può accedere alle piscine e fare un aperitivo con buffet.

Le piscine sono grandi e quella interna è collegata con quella esterna: ci sono giochi d'acqua e punti in cui si può godere dell'idromassaggio. Il bancone del bar si affaccia proprio sull'acqua ed è stato bello sorseggiare il mio drink, senza dover uscire. La temperatura è superiore ai 30°.

Nella grotta, invece, il clima cambia: oltre a una vera propria pioggia monsonica (molto scenografica, a dire la verità), si può anche fare un sempre salutare percorso Kneipp.

Le saune zen e delle erbe sono interne e nella seconda, ho anche assistito a uno spettacolo di ventilazione di olii essenziali (il programma degli eventi quotidiani è consultabile su una grande lavagna, vicino al punto informazioni). La wine sauna, una grande botte, è invece esterna ed è, secondo me, la più affascinante.

L'hammam è molto intimo ed è composto da diverse stanzette: dal tepidarium al bagno sensoriale fino alla stanza della schiuma per poi accedere alla grande vasca ottagonale. 

Per accedere alle diverse saune e bagni, si passano corridoi ricchi di alcove relax: a voi la scelta! Ce ne sono davvero tante. Le più particolari sono Sognando nel fieno, in cui ci si riposa in un'atmosfera a dir poco campestre, e Dormendo sull'acqua, dove ci si stende su materassi ad acqua.

Anche la foresta di bamboo merita un passaggio. Purtroppo non ho foto degli interni: i cellulari sono proibiti. 

Allora, la domanda iniziale era Asmana sì o no e a questo punto devo dare la mia opinione. Asmana sì, ma senza grandi pretese: non è di sicuro il centro benessere più bello che abbia mai visitato e chi lo ha frequentato nel fine settimana, si è lamentato comunque di una certa confusione. Il pregio più grande è quello di essere unico nella zona ed è ottimo per un dopolavoro romantico. 


sabato 5 dicembre 2015

Mangiare giapponese a Firenze...secondo me

Quelli che vi consiglierò non sono i migliori ristoranti di sushi di Firenze: ce ne sono tanti di più belli, di più raffinati, di più caratteristici. Il centro è pieno di locali del genere. I ristoranti di cui vi parlerò sono quelli che preferisco perchè hanno 3 cose in comune.

Innanzitutto sono economici: la formula all you can eat non è sempre una garanzia. A volte si rischia di scadere in una bassa qualità dei cibi o in scelte di piatti risicate. Nei "miei posti" non si sacrifica nulla: il low cost non è sinonimo della filosofia dell'accontentarsi.

Sono poi ben raggiungibili, in macchina, a piedi o con i mezzi. E questo a Firenze è un valore aggiunto che fa la differenza.

E poi... molto semplicemente ci si mangia bene!


Ma andiamo con ordine: partiamo dal primo, che per me è il più gustoso. Olshi Sushi in Borgo Ognissanti. Dal fuori non promette niente di buono ed il locale è effettivamente piccolo e stretto, ma appena vi arriva il primo piatto tutto il resto non conterà più.

Il menù non è molto vario, ma con la formula all you can eat si possono ordinare barche di sushi e maki davvero buonissime. Io ho un debole per i maki fritti: i miei vestiti se ne ricordano sempre una volta tornata a casa.

I camerieri sono gentilissimi e molto disponibili. E'un posto adatto per cene informali e in famiglia. Unico neo: la colonna sonora con musica pop orientale...non ce la posso proprio fare!

Costo: 12€ a pranzo, 23€ a cena.

Passiamo poi a Itacho Sushi, poco lontano, vicino a Porta al Prato, a due passi dall'omonimo parcheggio. Le sale sono grandi, ma un po'buie. In ogni caso, è sicuramente più adatto dell'altro per cene con gruppi numerosi.

Il menù è più vario e sono previsti anche alcuni piatti thai, che però non ho mai provato. Il Niwa, principalmente thai con alcuni sprazzi di jap, è proprio di fronte: se avete voglia di provare un altro tipo di cucina orientale, ve lo consiglio.

Comunque da Itacho le nostre ordinazioni sono arrivate in tempo e tutto era molto buono. E'attivo anche il take away.

Costo: 10.90€ a pranzo, 19.90 € a cena.

Ho lasciato per ultimo il più carino, Sushi Hama 2, a Novoli, un quartiere un po'più decentrato, ma raggiungibilissimo sia con i mezzi pubblici sia con quelli propri: è a pochi chilometri dall'autostrada e nei dintorni il parcheggio è gratuito.

A pranzo è frequentato dagli studenti universitari: prenotate perchè è sempre pieno. A cena è più tranquillo e le sale sono curate nei minimi particolari e molto pulite. 

E'il "fratello" del Sushi Hama di via Allori, poco lontano, che però non ho mai provato.

Tutti i piatti sono ben serviti e molto leggeri. I sapori sono molto delicati. Non mi piace molto il servizio, perchè tutti i camerieri sono molto sbrigativi e qualcuno non parla bene l'italiano: dipenderà anche dai ritmi frenetici dei clienti, ma se proprio devo trovare una pecca...

Costo: 9.90€ a pranzo, 19.90 € a cena.

mercoledì 7 ottobre 2015

Synchronicity a Prato: una mostra da scoprire

E'iniziata il 25 settembre e proseguirà fino al 10 gennaio 2016 la mostra Synchronicity, Contemporanei, da Lippi a Warhol al Palazzo Pretorio di Prato. Chi mi conosce sa che amo questo museo: mi piacciono le ampie sale, i corridoi affrescati, i caminetti monumentali e la vista sulla città che si gode dalle finestre.

Chi mi conosce sa che amo l'arte contemporanea, quindi... non ho aspettato tanto prima di andare a dare un'occhiata a questa esposizione quanto meno coraggiosa.

Fino ad adesso l'antico palazzo del comune, rinnovato da qualche anno, aveva ospitato mostre piuttosto tradizionali. Il fare da ospite a installazioni e videoarte è stato un passo davvero all'avanguardia e secondo me, azzeccato.


Il biglietto ridotto costa 6 € e tutto sommato, si spendono volentieri. La mostra di per sè ha delle vere e proprie chicche, come la famosissima Gioconda con i baffi di Duchamp, e i nomi in catalogo sono altisonanti: da Marina Abramovic a Daniel Spoerri. Non vi aspettate un'esposizione lineare però.

Se le prime sale sono riservate al contemporaneo, già al primo piano si mescolano le tele di Fontana a pale d'altare auree e così si prosegue fino alla fine del percorso. Può essere un po'fuorviante e l'architettura del palazzo contribuisce a rendere la visita una sorta di caccia al tesoro. 


Si comprende però meglio quel concetto di synchronicity, elaborato da Jung, che ha poi dato il nome alla mostra.

Devo poi spendere due parole per la collezione permanente del museo: mi piace proprio tanto. Attraversa i secoli e abbraccia una serie di tematiche che contribuiscono a elaborare uno spirito pratese. Lo scultore Lipchitz ha inoltre donato una serie di sculture di forte impatto.

Un'altra novità è l'apertura del tetto: adesso si può osservare lo splendido panorama di Prato non solo dalle strette finestrelle! Da una parte, il Duomo e i tetti ordinati delle case del centro; dall'altra i campanili si mescolano alle ciminiere: non dimentichiamoci la vera natura della città.


martedì 25 agosto 2015

Rimini Dog Friendly

Portarsi il cane in vacanza è ormai diventata una consuetudine e il cartello "tu non puoi entrare" affisso sulle vetrine di ristoranti e negozi sta lasciando sempre più il posto a segnali in cui si dà il benvenuto agli amici pelosetti.

Questo era il mio primo vero anno in vacanza con il cane. Negli anni passati, con il mio beagle Leo affittavamo appartamenti in Versilia, senza però portarlo sulla spiaggia. Invece con Gibba, un bellissimo corso di quattro anni, ci siamo spaparanzati al sole nella località balneare più famosa d'Italia, Rimini

Proprio qui infatti è nato il primo bagno per cani in Italia. Rimini Dog No problem, al bagnino 82, non solo accoglie gli animali, ma offre loro spazi ad hoc, assicurando anche ai padroni una vacanza all'insegna del relax.

Troverete un'area sgambatoio attrezzata e aperta a tutti, dove due volte al giorno potete consultare un'esperta comportamentista per cani; ci sono docce attrezzate per lavarli e rinfrescarli; al vostro arrivo vi saranno consegnate una ciotola e un annaffiatoio da portare all'ombrellone per assicurare sempre acqua fresca al vostro quattrozampe.

C'è inoltre la possibilità di poter prenotare uno spazio recintato con brandine e ombrellone, dove il vostro cane potrà stare libero, senza la preoccupazione del guinzaglio. Abbiamo scelto questa opzione e ci siamo trovati benissimo, socializzando con il "vicinato": i cani dopo pochi giorni si riconoscevano annusandosi attraverso le cannicce che ci separavano. Attenzione ai bagni in mare però: il rischio di multe è davvero molto alto, anche negli orari indicati come meno sorvegliati.



I prezzi sono onesti e la convenzione con gli alberghi dog friendly assicura uno sconto. Per una settimana abbiamo speso 175€

Abbiamo scelto uno degli hotel convenzionati, il Diamond, un tre stelle a pochi passi dalla spiaggia, e ci siamo trovati benissimo. I gestori sono stati amichevoli e disponibili e al posto della matrimoniale standard che ci avevano promesso, ci hanno riservato una stanza con un bel balcone proprio per Gibba. La camera era molto spartana ma allo stesso tempo comoda.

Il prezzo è stato di 44€ al giorno, a persona, per la mezza pensione. I cani non sono ammessi nella sala da pranzo, che si trova nel vicinissimo hotel Derby, ma per noi non è stato un problema. La scelta dei piatti era molto varia, un buffet di verdure assicurava un contorno ricco e tutto quello che abbiamo ordinato era all'altezza di un ristorante, dal pesce ai dessert.

Anche la colazione non ci ha deluso e abbiamo usufruito anche della piscina. Dimenticavo...il parcheggio è gratuito: nel garage dell'albergo per chi non vuole spostare la macchina, a dieci minuti a piedi per chi invece preferisce avere la libertà di prenderla anche durante il soggiorno. Tenetene di conto: parcheggiare non è facile e economico in zona.

Insomma, il Diamond è un albergo che consiglierei, soprattutto per l'atmosfera familiare che vi si respira. I proprietari con la loro cagnetta Mela, i loro bimbi, la signora Mirka, la portiera di notte che ci ha fatto conoscere i bomboloni dello Gnam Gnam e ha passato con noi ore a chiacchierare e a ridere fino alla mattina: il Diamond è un albergo gestito col cuore.

E per il mangiare? Nota dolente per i dintorni di Bellariva: abbiamo trovato tutti ristoranti spennaturisti dalla qualità mediocre. Uniche eccezioni sono la piadineria della Lella e il ristorante di pesce Da Lele. Tutti e due però sono spesso molto affollati e poco adatti ai cani.

Se non avete problemi a prendere la macchina, vi consiglio la piadineria Le Fontanelle: è immersa nel verde e i tavoli sono molto distanziati. Gibba ha goduto del fresco della collina, mentre noi ci gustavamo la nostra piada sfogliata in piena tranquillità.

Sempre con la macchina, abbiamo fatto un'escursione notturna al Castello di Montebello, che si dice abitato dal fantasma di Azzurrina, una bambina albina misteriosamente scomparsa nei sotterranei della fortezza. La visita è durata un'ora e se nel pomeriggio la guida vi illustrerà la storia della rocca, in orario serale è il risvolto esoterico ad essere messo in primo piano.

Ci aspettavamo una spiegazione da "Mistero", ma il ragazzo che ha accompagnato il nostro gruppo è stato molto competente e non è mai scaduto nel banale. Gibba ci ha accompagnato in tutte le stanze e non si è scoraggiato neanche di fronte a scalinate ripide. La sua proverbiale flemma non lo ha abbandonato: di sicuro non ha percepito niente di sovrannaturale e alla fine, si è meritato i complimenti e le coccole dello staff.